lunedì 16 novembre 2015

Dante, il grande amore e la storia di Paolo e Francesca. 2 parte


Dante, il grande amore e la storia di Paolo e Francesca.


La storia di Paolo e Francesca ha quindi affascinato migliaia di lettori, artisti e anime sensibili. C'è una dolcezza, una bellezza talmente ammaliante nel racconto dantesco, nelle parole di Francesca che, ritrovando, pur nella tormenta infernale, la squisita raffinatezza di una dama di corte, dialoga con Dante, da lasciare senza fiato. Già nella prima descrizione che ne offre il poeta, quando esprime il desiderio di parlare con loro, s'indovina una grazia senza tempo:

....quei due che ’nsieme vanno, 
e paion sì al vento esser leggeri (vv.74-75);


                                              Amos Cassioli, Paolo e Francesca (1870)

i suoni rifluiscono dolci, musicali, grazie all'abbondanza di vocali, di nasali e liquide. E lo stesso si può dire anche della risposta di Virgilio:

e tu allor li priega 
per quello amor che i mena, ed ei verranno (vv.76-77).

Solo in nome dell'amore le due anime degli amanti si lasceranno avvicinare: l'amore è divenuto la loro unica dimensione di esistenza, anche nell'aldilà. E poi la splendida similitudine, che rievoca i momenti più sublimi dello Stilnovo:

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate
....(vv.82-84)
                                             Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca (1870)

La regola del contrappasso impone ai dannati una pena eterna corrispondente al peccato che hanno compiuto in vita: e i lussuriosi sono travolti da un'eterna tempesta che rappresenta quella dei sensi, cui non hanno saputo, o voluto, opporre alcuna resistenza. Eppure, in preda a quella stessa tempesta, Paolo e Francesca appaiono "leggeri", pieni di grazia, come colombe che la nostalgia richiama al nido: un luogo dolce, tenero, dove sentirsi al sicuro col proprio amore. Quasi sembrano conferire dolcezza alla tempesta e mitigare la cupa atmosfera infernale. E, poco dopo, Francesca si rivolge a Dante con fine cortesia, addirittura affermando che pregherebbe per lui, se solo fosse nella grazia di Dio e non dannata. Sappiamo che i due giovani erano cognati, quindi responsabili di adulterio e, forse, anche d'incesto; ma , davanti a tanta grazia e a tanto amore viene da chiedersi: ma come fanno a essere dannati due amanti così? Non è una pena eccessiva? Dov'è il male in tutto questo?
Vale la pena allora domandarsi perché la loro storia affascini così tanto i lettori da secoli....

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