sabato 28 novembre 2015

Chi sono i manipolatori


Chi sono i manipolatori?

Vediamo adesso che cos'è un  manipolatore. Il vocabolo viene dal latino manipulare, che significa, banalmente, "maneggiare un oggetto". E' evidente come la radice sia quella del latino manus, "mano". Il punto fondamentale è che il manipolatore usa gli altri come un oggetto: non riesce a porsi sullo stesso livello degli altri, bensì o al di sotto o (più spesso) al di sopra. E' un maniaco del potere, del tutto preso soltanto dal proprio ego, che fa scontare pesantemente agli altri. E' un concetto che proviene dalla psicologia behaviorista, ovvero comportamentalista: cioè quella che studia gli esseri umani soprattutto dal punto di vista del comportamento. La grande specialista di manipolatori è la psicologa e docente francese Isabelle Nazare-Aga che ha dedicato al soggetto tre libri fondamentali (indicati sotto) e intorno alla quale sono fioriti poi in Francia una lunga serie di studi e approfondimenti anche da parte di altri. Bisognerebbe dedicarle un monumento: con la sua pratica e i suoi libri ha letteralmente salvato la vita a molte persone. Per me, scoprire i suoi studi in Svizzera una decina di anni fa ha trasformato la mia esistenza. Da allora, ho cominciato a osservare e a catalogare la mia esperienza sulla questione: non posso assolutamente arrivare alla competenza della dott.ssa Nazare-Aga (ancora una volta: non sono una psicologa), ma, coi miei approfondimenti, posso fare, spero, un buon lavoro di divulgazione, a uso e consumo delle vittime di questi soggetti.
La dott.ssa Nazare-Aga, sulla base dell'esperienza dei suoi pazienti, ha classificato le seguenti 30 caratteristiche tipiche dei manipolatori, che qui riporto nell'ordine da lei dato (con qualche lievissima modificazione linguistica per scrupolo di chiarezza): un manipolatore deve averne almeno 14 e in modo sistematico (non occasionale).
1.      Colpevolizza gli altri, in nome di legami familiari, amicizia, amore, coscienza professionale ecc.
2.      Scarica la sua responsabilità sugli altri o se ne dimette.
3.      Non comunica chiaramente le sue domande, necessità, sentimenti o opinioni.
4.      Risponde spesso in maniera vaga.
5.      Cambia le sue opinioni, comportamenti, secondo persone o situazioni.
6.      Invoca ragioni logiche per coprire le proprie domande.
7.      Fa credere agli altri che devono essere perfetti, che non devono mai cambiare avviso, che devono sapere tutto e rispondere immediatamente a domande e richieste.
8.     Mette in dubbio le qualità altrui, la competenza, la personalità altrui: critica senza averne l'aria, svaluta e giudica.
9.      Comunica in maniera indiretta, tramite intermediari (come per iscritto).
10.  Semina zizzania e crea sospetto, divide per regnare meglio e può provocare la rottura di  una coppia.
11.  Fa la vittima per essere compatito (malattia esagerata, entourage difficile, sovraccarico di lavoro ecc.).
12.  Ignora le domande altrui (anche se dice di occuparsene).
13.  Impiega i principi morali altrui per i propri bisogni egoistici (nozioni di umanità, carità ecc.).
14.  Minaccia in maniera velata o ricorre all'aperto ricatto.
15.  Cambia soggetto in maniera improvvisa nel corso della conversazione.
16.  Evita il confronto o la riunione, ne fugge.
17.  Fa leva sull'ignoranza altrui  e fa credere alla propria superiorità.
18.  Mentisce.
19.  Predica il falso per sapere il vero, deforma e interpreta male.
20.  E' egocentrico.
21.  Può essere geloso.
22.  Non sopporta le critiche e nega l'evidenza.
23.  Non tiene conto dei diritti, dei bisogni e dei desideri altrui.
24.  Chiede spesso le cose all'ultimo momento.
25.  Il suo discorso pare logico e coerente, allorché i suoi atteggiamenti e atti o il suo modo di vita corrispondono all'opposto.
26.  Usa l'adulazione, fa dei regali o si mette al nostro servizio (ma in modo falso e perché ha scopi egoistici).
27.  Produce intorno a sé uno stato di malessere o un sentimento di non  libertà, come se si fosse in trappola.
28.  E' efficiente per raggiungere i propri obiettivi, ma alle spese degli altri.
29.  Ci fa fare delle cose che probabilmente non avremmo fatto di nostra spontanea volontà.
30.  E' costantemente l'oggetto della discussione tra le persone che lo conoscono, anche quando non è là.
Mi raccomando: un manipolatore deve avere almeno 14 di queste caratteristiche. Se avete riconosciuto il vostro comportamento in 4 o 5, non siete manipolatori, ma potete correggervi.

La lista della dott.ssa Nazare-Aga ha solo un difetto: non procede con ordine. E' frutto della sua esperienza terapeutica e dei dialoghi con i suoi pazienti, quindi è nata secondo le esigenze: a mio modestissimo avviso inoltre (non è una critica: è una costatazione), la lista comprende aspetti di livello diverso, senza gerarchizzarli. Alcuni sono tratti generali (come la menzogna), che provocano grappoli di altri comportamenti; altri sono tratti particolari che derivano da quelli generali (anche da più di uno). Temo infine che manchi all'appello qualcosa  (la stessa autrice produce sempre nuovo materiale nei libri successivi al primo).
Quindi, con le mie osservazioni ho proceduto a riordinare il tutto, facendo il confronto con la descrizione delle personalità borderline, consigliatami dalla mia amica psicologa Sara Nalli (che ringrazio qui di tutto cuore); tuttavia, il frutto delle mie osservazioni è esclusiva responsabilità mia; inoltre, non sono in grado di asserire che manipolatori e borderline coincidano, anzi; tuttavia, stando alla mia esperienza, non pochi manipolatori possiedono anche alcuni tratti borderline (come la psicorigidità, la mancanza di autocontrollo e altro). Ovviamente, però, ci sono anche moltissimi borderline che non sono dei manipolatori. In sostanza, ho riordinato le caratteristiche di cui sopra, secondo gli ambiti di azione del comportamento umano, il che dovrebbe far capire meglio che cosa intende la dott.ssa Nazare-Aga con la sua lista; introduco anche dei collegamenti fra i vari aspetti della personalità umana, allo scopo di chiarire meglio i concetti in modo "tridimensionale". Non preoccupatevi se tutto vi sembra troppo sintetico: poco per volta, affronterò ogni aspetto in maniera più dettagliata. Introduco infine nel mio elenco pure le caratteristiche corrispondenti della specialista, indicate per numero: anche in questo caso, è difficile che  un manipolatore abbia tutti questi tratti, ma la metà è più che sufficiente per mettervi in stato di allarme, perché a quel punto significa che tutta la personalità del "sospettato" è compromessa.
 

Autostima (rapporto con se stessi)

M. ha una bassissima autostima, quindi tende a mettere in atto comportamenti inadeguati per rialzarla...a danno degli altri.
·        Negazione delle proprie colpe e limiti (22).
·        Vanterie e arroganza (esagerate e, non di rado, ingiustificate; questo corrisponde in gran parte a 17, ma anche all'egocentrismo malato di 20).
·        Proiezioni (il soggetto cioè proietta le sue responsabilità o colpe sugli altri: questo corrisponde in parte a 1, ma il discorso è più complesso: innanzitutto, le  proiezioni sono una conseguenza della negazione delle proprie colpe, quindi nascono da 22).
·        Vittimismo (si lamenta in maniera inaccettabile ed eccessiva, per apparire una vittima: 11).

Pensiero

M. ragiona con l'accetta, in modo categorico ed inaccettabile, in bianco e nero: di qui una grande confusione in quello che dice, e, soprattutto, il fatto che i suoi pensieri e discorsi non si adeguano alla realtà, ma sembrano sempre fuori  posto, anche quando seguono una logica apparentemente ineccepibile. Attenzione: i manipolatori non mancano di intelligenza, anzi: spesso incantano gli altri con la propria. Ma la usano per i loro scopi egoistici.
·         Psicorigidità (M vede le cose in bianco e nero, con l'accetta; da qui - e dalla  mancanza di rispetto - deriva 7).
·        Confusione (vedere la realtà con l'accetta provoca una grande confusione mentale).
·        Fuori - contesto (M non riesce a inserire il suo comportamento o quello che pensa e dice nel contesto che lo circonda; così, mette a disagio gli altri).
·        Pessimismo patologico, paranoia (19).
·        Formalismo (M bada alla forma, non alla sostanza).

Comunicazione

Si noterà che la comunicazione sballata del manipolatore è frutto della sua psicorigidità, mancanza di rispetto per gli altri e incoerenza, per cui passa da un estremo all'altro.
·         Ascolto assente (23 e 12, ma inteso in modo più ampio e che abbraccia vari comportamenti).
·        Mancata espressione delle proprie idee ed esigenze (il soggetto non ha sufficiente autostima per esprimersi chiaramente); di qui, comunicazione vaga e confusa (3 e 4).
·        Comunicazione indiretta (per terza persona, non in faccia: 9; perciò evita il confronto - 16 - e chiede le cose all'ultimo momento - 24).
·        All'opposto e in maniera del tutto incoerente, il soggetto può esprimersi in modo categorico (con l'accetta, appunto, quando si sente "forte": qui possiamo ricordare 1, 7 e 8, ma pure altro).
·        Menzogna (18; ma un impiego particolare della menzogna è il 19).
·        Adulazione  (26).
·        Rovescio della  medaglia dell'adulazione: disprezzo e svalutazione degli altri (1, 8 ecc.).
·        Aggiungerei: spesso fomenta liti continue e discuterci insieme fa diventare letteralmente folli.

Azione

Nella vita quotidiana, il manipolatore tende soprattutto all'incoerenza, passando da atteggiamenti di pigrizia patologica (rivela spesso di essere un incapace, anche se avrebbe delle doti) al dispotismo puro. La mancanza di rispetto per gli altri e la  violenza è però il tratto più caratteristico.
·        Deresponsabilizzazione (M non ha mai colpe e ignora le proprie responsabilità: 2).
·        Incoerenza (5, 15 e 25: l'incoerenza è un portato della psicorigidità di cui sopra).
·        Volontà di controllo (questo, come il tratto seguente, è presente soprattutto nei manipolatori tendenti al controllo, che sono i peggiori).
·        Tratto ossessivo (idem).
·        Violenza, mancanza di rispetto, dispotismo (due aspetti di questo sono annoverati a 14 e 24, e forse anche il 29 calza, ma i concetti sono in realtà molto più ampi).

Con gli altri

A costo di ripetermi, ribadisco che, nel rapporto con gli altri, i manipolatori mancano di rispetto, sono violenti (a livello psicologico, ma anche fisico), egoisti.
·         Egoismo (ampliamento di 20; si consideri anche 28).
·         Usare gli altri senza scrupoli per i propri fini (6 e 13).
·        Mancanza di rispetto, disprezzo per gli altri (8 e 20, ma le forme di mancanza di rispetto, come indicato sopra, sono davvero tante).
·        Colpevolizzazione (M tende a far sentire in colpa gli altri per manovrarli: 1).
·        Gelosia (la gelosia patologica è frutto della sua mancanza di autostima, per cui M. teme di continuo il confronto con gli altri: 21).
·       Semina zizzania e discordia (divide per meglio regnare e controllare gli altri: 10).

Autocontrollo

Dal profilo del borderline io ho aggiunto anche le tendenze inerenti al mancato autocontrollo, che, a mio avviso, sono molto frequenti nei manipolatori; l'autocontrollo è infatti una facoltà umana molto complessa e frutto di grande maturità: inutile dire che questi disastri ambulanti non ce l'hanno.
·         Scarso autocontrollo, tendenza alle dipendenze e agli eccessi.
·         Di converso, rigidità eccessiva, scarsa spontaneità (effetto della psico-rigidità di cui sopra).
·        Scarso godimento dei sani piaceri della vita (M. non si lascia andare perché troppo rigido, o si lascia andare troppo, e alterna rigidità ad eccessi, senza armonia e in modo, ancora una volta, incoerente): per esempio, a livello sessuale spesso le manipolatrici sono frigide, i manipolatori maschi letteralmente perversi.

Qualche ultima osservazione. Stare vicino a un manipolatore produce una mancanza di libertà tale che vi sa sentire in prigione (no, siete in prigione!): questo è il 27. D'altro lato, 30 (il parlare in continuazione di loro) non è un vero tratto caratteriale, bensì l'effetto del loro comportamento: chi si sente in trappola con loro, viene letteralmente "invaso" da loro, per cui, anche in loro assenza, i manipolatori dominano la scena e le loro vittime. Sono dei veri e propri buchi neri psicologici.

La Nazare-Aga lista vari tipi di manipolatori: il seduttore, il falso "simpatico", il falso altruista, il complessato, il maniaco del controllo ecc. Comunque, ritengo che le caratteristiche da me listate (così come le sue) si trovino pressoché trasversalmente in tutti, anche se in proporzioni diverse. Esiste anche una diversa gradazione sia di responsabilità, che di gravità: si va dal ragazzino viziato ed egoista, alla suocera invadente ed egocentrica, fino, molto in là, a stalkers, violentatori, dittatori e serial-killers: ma i meccanismi, pur se in proporzioni diverse, sono gli stessi.

Alcuni di voi si chiederanno: ma i manipolatori sono responsabili di quello che fanno? La risposta varia per ognuno. Alcuni sì e sono i peggiori, i più perversi; altri, il cui comportamento è di solito frutto di meccanismi di difesa impostati nell'infanzia, non di rado a causa di eventi traumatici, magari no, o non del tutto. Ma la  mia esperienza mi suggerisce che molti di loro sono almeno parzialmente consapevoli di quello che fanno. Sono pericolosi. Imparate a guardarvene, per il vostro bene (seguiranno post su come difendersene e ulteriori approfondimenti).

 Bibliografia

I.Nazare-Aga, Les manipulateurs sont parmi nous, Montréal, Ed. de l'Homme, 1997 = L'arte di non lasciarsi manipolare, Milano, Ed.Paoline, 2000.
I.Nazare-Aga, Les manipulateurs et l'amour, Montréal, Ed.de l'Homme, 2000 = La manipolazione affettiva. Quando l'amore diventa una trappola, Ultra, 2014.
I.Nazare-Aga, Les parents manipulateurs, Montréal, Ed.de l'Homme, 2014 = Genitori manipolatori. Riconoscere e fuggire l'amore malato, Ultra, 2015.
I. Pinuel, Mobbing. Como sobrevivir al acoso psicologico en el trabajo, Madrid, Santillana, 2003.
Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition = DSM - 4, Washington, APA, 1994.

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