sabato 11 giugno 2016

Ascensore per il patibolo - Ascenseur pour l'echafaud - Elevator to the Gallows (Louis Malle, 1957)


Ascensore per il patibolo

Il crimine non paga, anzi, è roba da imbecilli: forse mai una pellicola l'ha dimostrato in modo altrettanto diretto e brillante, coll'humour nero più godibile che mi abbia mia fatto ridere,  quanto Ascensore per il patibolo, l'opera prima del grande regista francese Louis Malle, morto nel 1995. L'ascensore del titolo potrebbe apparire un'ardita metafora della ghigliottina: invece è, come vedremo, spaventosamente, penosamente reale. Se si dovesse inventare un sottotitolo, si potrebbe proporre: "Quando tutto, in un crimine, va storto". Ovvero, il delitto perfetto non esiste.


Nella prima inquadratura, troviamo un intenso primissimo piano di Jeanne Moreau (la cui carriera fece un balzo in avanti dopo questo film), che pronuncia languidamente al telefono: "Je t''aime". Si tratta di Florence, ricca moglie di un imprenditore petrolifero, che è al telefono con l'amante, Julien, un aitante ex-paracadutista (Maurice Ronet). Le sequenze successive esplicitano il piano: un sabato pomeriggio, quando la sede dell'impresa si svuota e il presidente, il marito di Florence, è atteso fuori Parigi, Julien esce di soppiatto dal suo ufficio, raggiunge con una corda quello del  presidente, quindi gli spara e inscena un suicidio, mettendo l'arma nella mano della vittima. Parrebbe un delitto perfetto: ma quando Julien raggiunge la sua auto in strada, pronto a raggiungere l'amante che lo attende trepidante in un caffè, si accorge che ha lasciato la corda a pendere dalla finestra della vittima. Indispettito per aver commesso un errore tanto stupido, rientra di corsa nell'edificio: in tempo perché, mentre prende l'ascensore, la guardia giurata stacchi la corrente, imprigionandolo nella cabina....Potete immaginare come va a finire.


Aggiungo solo che, nel frattempo, due giovani del quartiere si impossessano della sua auto e combinano una sfilza di guai e reati, che addebitano al povero Julien; la scena più divertente e paradossale del film avviene quando l'uomo, finalmente liberato dall'ascensore, deve presentare un alibi alla polizia per scagionarsi dia reati commessi con la sua auto e gli sperimentati poliziotti della Police judiciaire di Parigi (gli stessi di Maigret), lo rimbeccano: "Senta, noi possiamo credere a tutto come alibi: mogli, amanti, incidenti, disgrazie: ma che uno resti intrappolato in un ascensore, questo proprio no!". Un alibi del genere farebbe ridere i giurati fino alle lacrime....

Il nocciolo del film, però, è altrove. Malle, che proveniva dal mondo dell'alta borghesia, era molto critico con questo ambiente: e il vero scopo del suo film è quello di rivelare la noia e il vuoto morale, pieno di illusioni vane, capricci e fisime, di un certo mondo di ricchi. Il vero cuore della vicenda è infatti Florence, che, non vedendo arrivare l'amante all'appuntamento, inizia a vagare senza scopo per una Parigi notturna tra caffè in chiusura, folla anonima, traffico, pioggia, malinconia e luci: è la Parigi capitale del noir, triste, malinconica, scenario di un vuoto esistenziale che ricorda lo spleen di Baudelaire. La Moreau (che, non a caso, ha le più belle occhiaie che abbia mai visto al cinema) recita alla perfezione il ruolo di questa donna ricca, priva di scopi, che vaga senza meta nella vita, come per le strade di Parigi. L'atmosfera viene sottolineata magicamente dalla celebre tromba di Miles Davis, cui risale la splendida colonna sonora blues. Inoltre, vale la pena ricordare anche la magnifica fotografia in bianco e nero: molte immagini sono costruite in maniera geometrica, quasi a sottolineare un senso claustrofobico di chiusura. E' il mondo di chi non ha scopi buoni nella vita e finisce per gettarla al vento, dissipandola in modo irresponsabile.


Elevator to the Gallows (Louis Malle, 1957)

Crime does not pay, in fact, it is for fools: if ever a film has shown it in a direct and brilliant way, by the most enjoyable black humour, this is Elevator to the Gallows, the first work by great French director Louis Malle, who died in 1995. The title about the elevator might seem a bold metaphor of the guillotine: instead it is, as we shall see, dreadfully, painfully real. If we were to invent a subtitle, we might propose: "When everything, in a crime, goes wrong." That is, the perfect crime does not exist.

                                           

In the first shot, we find an intense first plan of Jeanne Moreau (whose career improved enormously after this film), who pronounces languidly on the phone: "Je t''aime". It is Florence, the rich wife of an oil entrepreneur, on the phone with her lover, Julien, a handsome ex-paratrooper (Maurice Ronet). Subsequent sequences make explicit the plan: a Saturday afternoon, when the head office of the company is empty and the president, Florence's husband, is expected outside Paris, Julien sneaks out of his office, reaches by a rope the President's one, then shots shim and stages a suicide, putting the weapon in the victim's hand. It would seem a perfect crime: but when Julien reaches his car in the street, ready to reach his lover who is anxiously waiting for him in a cafe, he realizes that he has left the rope hanging from the victim's window. Angry for having committed such a stupid mistake, he runs back to the building: on time, because, as he takes the elevator, the officer switches the power off, imprisoning him in the cabin .... You can imagine the end.


I add only that, in the meantime, two young people of the neighborhood take possession of his car, and make a slew of crimes, later attributed to poor Julien; the funniest and most paradoxical scene of the film takes place when the man, finally freed from the elevator, must present an alibi to the police, so that he can be exonerated from the crimes committed by his car; and the experienced officers of the Judicial Police in Paris (the same ones of Maigret), tell him: "Look, we can believe in everything as an alibi: wives, lovers, accidents, misfortunes: but that one remains trapped in an elevator, we can't!". An alibi like that would make laugh jurors....



The gist of the film, however, lies elsewhere. Malle, who came from the world of the upper class, was very critical with this environment and the real purpose of his film it is to reveal the boredom and moral vacuum, full of vain illusions, whims and fancies, of some rich people. The real heart of the story is in fact Florence, who, missing her lover, starts to wander aimlessly in Paris, among closing cafes, anonymous crowds, traffic, rain, melancholy and lights: Paris is the capital of noir, sad, a perfect scenario for melancholy, and the existential emptiness reminiscent of the spleen of Baudelaire. Moreau (who, not surprisingly, has the most beautiful dark circles I've ever seen in movies) plays to perfection the role of this rich woman, devoid of purpose, wandering aimlessly in life, as in the streets of Paris. The atmosphere is magically highlighted by the famous trumpet of Miles Davis, who created the beautiful blues of the soundtrack. In addition, it is also worth remembering the magnificent black and white photography: many images are built in a geometric way, as to emphasize a sense of claustrophobic closure . It's the world of those who have no good goals and end up throwing their life to the wind, dissipating it irresponsibly.

 
 

Zuppa di salmone e patate - Salmon and potatoes soup


Zuppa di salmone e patate

Questa ricetta è una rivisitazione di una zuppa che ho assaggiato in Finlandia...Il che dimostra che la nostra visita in Finlandia dà ancora frutti...

Ingredienti per 2 persone
250 gr. di patate
50 gr. di salmone
1 pomodoro
100 gr di passata di pomodoro
1 cipollina
1 dl di panna
erba cipollina
basilico
1 spicchio di aglio (facoltativo)
brodo vegetale qb
olio



Pelare, lavare e pulire le patate, quindi tagliarle a pezzetti. Pelare e lavare la cipollina, poi tagliarla sottile, infine farla soffriggere per 30 secondi nell'olio caldo; aggiungere le patate, poi il salmone tagliato a listarelle, infine, quando, dopo un minuto o due, il tutto si è insaporito, il pomodoro lavato, pulito e tagliato a pezzetti, la passata di pomodoro e mescolare. Per ultimo, aggiungere il brodo vegetale, quanto basta per coprire il tutto con due centimetri di liquido e lasciare sobbollire la zuppa finché non si sarà addensata (le patate devono bollire una mezz'ora per diventare tenere).

Mentre il composto cuoce, aggiungere le erbe aromatiche: io ho provato erba cipollina e basilico, ma in Finlandia usano molto l'aneto, più raro qui da noi, e dal gradevole gusto simile alla citronella. Chi volesse, potrebbe insaporire il tutto anche con uno spicchio di aglio.
Quando il brodo si è asciugato, aggiungere la panna e mescolare, quindi lasciare bollire ancora per 5 minuti. Servire la zuppa calda, con crostini di pane abbrustolito (con olio o un poco di burro), come si vede qui.

Questa ricetta nasce per il salmone, ma, secondo me, si può preparare anche con il merluzzo...Specialmente in un mese di giugno piovoso come questo.



Salmon and potatoes soup
  
This recipe is my version of a soup I've tasted in Finland ... This shows that our visit in Finland still bears fruit ... 

Serves 2
250 gr. of potatoes
50 gr. salmon
1 tomato
100 grams of tomato sauce
1 small onion
1 dl of cream
Chives
Basil
1 clove of garlic (optional)
Vegetable broth
Oil

                                  
Peel, wash and clean the potatoes, then cut them into pieces. Peel and wash the spring onion, then cut it thin, finally fry it for 30 seconds in hot oil; add the potatoes, then the salmon cut into strips, finally,  after a minute or two, when the whole is seasoned, the tomato washed, cleaned and cut into small pieces, the tomato puree and stir the mix. Add the vegetable broth, just enough to cover the whole with two centimeters of liquid and let the soup simmer until it thickens (potatoes should boil half an hour).

While the mixture is cooking, add the herbs: I tried chives and basil, but in Finland they use much dill, more rare here, and with a pleasant taste similar to citronella.
You may also flavor the whole with a clove of garlic.When the broth is dried, add the cream and mix, then let it simmer for 5 minutes. Serve the soup hot with croutons toasted (with oil or a little butter), as seen here.
This recipe was created for salmon, but, in my opinion, it can also be prepared with cod ... Especially in a June rainy like this one.

giovedì 9 giugno 2016

Amanti e regine, di Benedetta Craveri (2005)


Amanti e regine, di B.Craveri

Ecco un magnifico libro, scorrevolissimo e accattivante, che si legge come un romanzo, e che pure si distingue per la sua solida impostazione scientifica e ampiezza di contenuti: un libro che ci riporta ai fasti del Grand siècle, del momento più lussureggiante della letteratura e cultura francese, quel periodo brillantissimo tra Sei e Settecento che ha imposto la raffinatezza parigina al resto d'Europa.


Benedetta Craveri è una studiosa di fama internazionale di cultura francese, specie dell'epoca dell'ancien regime: si è imposta all'attenzione del pubblico con il suo celebre La civiltà della conversazione, un godibilissimo volume che celebrava appunto quel mondo, formatosi alla corte di Francia e nell'alta aristocrazia dell'epoca, dedito al piacere della conversazione brillante, dei bei motti, dell'arguzia, dell'intelligenza più scintillante: un gusto, beninteso, nato in Italia - esso affonda le radici nella trattatistica cortigiana del Cinquecento, nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione e nel famoso Galateo di Monsignor Della Casa -, ma approdato a Versailles e divenuto ben presto emblema di raffinatezza ed eccellenza, proprio in un momento in cui la nobiltà francese, esautorata dalle sue responsabilità politiche, scopriva una compensazione nelle arti, nelle lettere, negl'interessi culturali.


In questo libro, invece, sottotitolato Il potere delle donne, la Craveri, che attinge a una serie di articoli di volta in volta pubblicati sulle figure di regine e favorite francesi, ritrae alcune tra le figure più rinomate della storia del regno di Francia: da Caterina de' Medici, odiata perché straniera, ma intelligentissima, alla "regina martire" Maria Antonietta vittima della sventatezza della sua giovane età, poi maturata rapidamente e morta con grande dignità; da Madame de Pompadour, la più celebre tra le amanti di Luigi XV, coltissima e intrigante, ma anche (ahinoi) inaspettatamente frigida, all'algida Diane de Poitiers, bellissima e inavvicinabile amante di Enrico II; dalla viperina Maria de' Medici, tirannica e dispotica, alla dolce Anna d'Austria, la regina per il cui onore si adoperano i famosi tre moschettieri di Dumas; dalla brillante Madame de Montespan, favorita di lusso di Luigi XIV, all'affascinante Madame Du Barry e così via, in una carrellata ricca, quanto accattivante e che no lesina neanche acuti ritratti dei contemporanei personaggi maschili.


Il saggio, che si legge tutto d'un fiato e riecheggia la grazia e l'eleganza stilistiche della prosa dell'epoca, rievoca quindi un mondo in cui, oltre a eccessi ed intrighi, regnava anche l'intelligenza, talora forse impiegata in modo un po' frivolo, ma comunque apprezzabile: e la Craveri sottolinea non solo come siano nati fior di stereotipi su regine e favorite, tali da orientare l'opinione pubblica, ma anche come tutti questi personaggi femminili abbiano influenzato profondamente cultura, arti, letteratura e anche politica (per quanto i sovrani in carica tentassero di tenere alla larga da quest'ultima il gentil sesso). Anzi: in un mondo in cui alle regine era richiesta soprattutto castità e morigeratezza, le favorite, spesso ufficializzate, assumevano non di rado un ruolo da first lady, quindi di arbitre del gusto, dell'eleganza, di mecenati e promotrici di novità e cultura.

Al termine di questa gradevolissima lettura, vorrei ricordare soprattutto due argomenti che mi hanno affascinato. Il primo è l'"affare dei veleni", esploso all'apice del regno del Re Sole e durante il quale, a partire dalle confessioni di alcune maghe e fattucchiere, numerosi membri delle élites furono accusati di essere ricorsi a riti occulti, stregoneria, veneficio, a motivo di odi, vendette, ambizioni inconfessabili e altre abiezioni. A mio avviso, il dossier potrebbe essere rivisitato con profitto con l'ausilio delle moderne scienze forensi: in particolare, credo che lo studio delle confessioni false e della psicologia della testimonianza potrebbe offrire un qualche aiuto nel districare la complicata matassa di esternazioni che, come sempre, vengono rilasciate, a dritto e a rovescio, in occasione di un panico sociale.


Il secondo soggetto, davvero affascinante, è la storia d'amore tra la regina Maria Antonietta e il bellissimo conte svedese Hans Axel von Fersen, una vicenda sviluppatasi a causa dell'ennesimo, malaugurato, matrimonio combinato e che evolvette verso sentimenti molto profondi. Fersen, ritenuto all'epoca cinico e libertino, seppe però dare prova di una devozione imperitura nei confronti della sovrana morta poi durante il Terrore. Una passione antica, intinta di poesia e spirito cavalleresco, ma anche della nostalgia tipica delle cose belle perdute.

Nota: questa è l'unica immagine decente che sono riuscita a trovare del conte Axel von Fersen, che aveva fama di essere alto 1,90, biondo, con gli occhi azzurri e le sopracciglia scure. Mi spiace, ma non sono stata in grado di trovare di meglio....

martedì 7 giugno 2016

Merenda di frutta alla sauce sabayon - Dessert of fruits with sabayon sauce


Merenda di frutta alla sauce sabayon

Il nome è aulico, francese, ma si tratta di una versione rivisitata della crema basata sullo zabaione. In effetti, quando preparate lo zabaione, potete farlo per una persona sola, con un solo tuorlo d'uovo, ma la sauce sabayon ne prevede almeno 6. Lo zabaione, inoltre, di solito si prepara con il marsala, mentre per la crema si possono usare anche altri liquori. Questo è un dessert facile da preparare e di effetto, cui ho apportato alcune variazioni.


Per 1 persona
Un cucchiaio di zucchero
un tuorlo d'uovo
Un cucchiaio di succo d'arancia
Un poco di liquore Amaretto
Una mela, alcune albicocche o altra frutta (anche sciroppata)

Separate il tuorlo dall'albume e mescolatelo con lo zucchero, fino a farlo diventare spumoso; nell'ultima fase, mescolate il composto sopra un pentolino di acqua preventivamente portata a bollore (questo permette di sterilizzare il tuorlo, ma attenzione, perché se la ciotola dello zabaione diventa troppo calda, fate la solita frittata....). Aggiungete il succo di arancia e l'Amaretto, quindi mescolate per rendere il tutto omogeneo (l'aroma di arancio e Amaretto insieme è molto accattivante, ma la ricetta originale consigliava madeira, sherry, vino bianco da dessert; io proverei anche il Porto e altri tipi di succo di frutta, magari con tipi di frutta diversi).

Infine, versate il composto sopra la frutta ripulita e tagliata a pezzetti e mettete in frigorifero. Se decidete di preparare un dessert per più persone, sarà necessario spruzzare la frutta con il limone, perché non diventi scura. Servite freddo (magari con panna?).

 
 
 
Dessert of fruits with sabayon sauce
The name is noble, French, but it is a revised version of the custard based on zabaione. In fact, when you prepare the sabayon, you can do it for one person, with one egg yolk, but the sauce sabayon needs at least 6. The zabaione is usually prepared with marsala wine, while for the custard you can also use other liqueurs.
This is an easy dessert to prepare, but I have introduced some changes n the original recipe.


                                     
For 1 personA spoon of sugarone egg yolkA tablespoon of orange juiceA little Amaretto liqueurAn apple, some apricots or other fruit (even canned)
Separate the yolk from the White part of the egg and mix it with the sugar, until it becomes foamy; in the last stage, stir the mixture in a cup over a saucepan of boiling water (this sterilizes the yolk, but be careful, because if the bowl becomes too hot, you'll do the usual fritter....). Add the orange juice and Amaretto, then stir to make it homogeneous (the orange and Amaretto flavors together are very appealing, but the original recipe pointed to madeira, sherry, white dessert wine; I would also try the Port wine and
other types of fruit juice, perhaps with different types of fruit).
Finally, pour the mixture over the fruit cleaned and cut into small pieces and place in the refrigerator. If you decide to prepare a dessert for more people, you will need to spray the fruit with lemon, so that fruits do not become dark. Serve cold (perhaps with cream?).
 


giovedì 2 giugno 2016

Torta di pesche - Peach - pie


Torta di pesche

Questa è una mia versione della torta di frutta con pastafrolla: vi assicuro che è deliziosa....

Pasta frolla (da preparare come ho spiegato nella pagina immediatamente precedente:
http://annaritamagri.blogspot.it/2016/06/pasta-frolla-versione-scientifica.html)

Crema pasticcera (la trovate sul mio blog: http://annaritamagri.blogspot.it/2015/12/crema-pasticcera.html)

Ripieno
5 pesche
Liquore Amaretto
Farina di mandorle alcuni cucchiai

Preparate la pastafrolla come spiegato nella ricetta precedente; mentre la pasta riposa, preparate la crema e lasciatela raffreddare.
Quindi, imburrate lo stampo, infarinatelo e, dopo aver steso la pastafrolla  col mattarello in modo che sia un poco più larga, piegatela in due e poi apritela sullo stampo, calandola dentro. Riempitela di fagioli, in modo che la pasta no si sollevi durante la cottura, così:


Cuocete per 10 minuti con forno ventilato, altrimenti 15; quindi traetela dal forno, lasciatela raffreddare un po', eliminate i fagioli e, infine, versateci dentro la crema, spalmandola con cura.
Per preparare il ripieno, innanzitutto, pelate le pesche: basta immergerle per 1-2 minuti in una pentola di acqua bollente e le pelerete con grande facilità. Poi tagliatele a pezzi e mescolate i pezzi con alcuni cucchiai di farina di mandorle e un po' di liquore Amaretto (oppure anche Mandorla Amara). Infine, potete decorare con la pastafrolla che rimane.
Cuocete in forno per 25-30 minuti a 160 gradi; servite preferibilmente fredda (magari con panna....).


Peach - pie


This is my version of the fruit cake with shortcrust pastry: I assure you that it is delicious ....
Shortcrustpastry (prepare as I explained in the immediately preceding page:http://annaritamagri.blogspot.it/2016/06/pasta-frolla-versione-scientifica.html)
Custard (found on my blog: http://annaritamagri.blogspot.it/2015/12/crema-pasticcera.html)
Filling
5 peaches
Amaretto liqueur
Almond flour, a few tablespoons
Prepare the pastry as explained in the previous recipe; while the dough is resting, prepare the custard and let it cool.So, butter the mold, spread it with flour and, after spreading the pastry with a rolling pin so that it is a little larger, fold it in two and then open it on the mold, putting it inside. Fill it with beans, so that the dough does not rise up while cooking, so:

                                     
Bake it for 10 minutes with a convection oven, otherwise for 15; then take it out from the oven, let it cool a bit, remove the beans and finally pour in the custard, spreading it carefully.

To prepare the filling, first, peel the peaches: just dip them for 1-2 minutes in a pot of boiling water and you will peel them very easily. Then cut them into pieces and mix the pieces with a few tablespoons of almonds flour and a little liquor Amaretto (or Mandorla Amara).
Finally, you can decorate the pie with the remaining pastry.
Bake in oven for 25-30 minutes at 160 degrees; serve preferably cold (perhaps with cream ....).


Pasta frolla (versione "scientifica"...) - Shortcrust pastry (scientific version...)


Pasta frolla (scientifica...)

Nei ricettari si trovano decine di ricette per la pasta frolla (quella per fare i dischi da coprire con la frutta per le torte di frutta o per i pasticcini): alla fine, mi sono messa a tavolino, ho confrontato quelle che avevo (4!) e ho ricavato la "versione definitiva e scientifica" della pasta frolla.
Per arrivarci, ho seguito i criteri seguenti:
  • La farina deve essere il doppio del burro, non meno, altrimenti non riuscirà mai ad assorbirlo tutto (tanto, alla fine dovrete aggiungerne dell'altra..).
  • Lo zucchero è necessario, ma non in proporzioni eccessive: di solito, basta mantenere una quantità equivalente a quella del burro (ripeto: le polveri devono essere molto più cospicue del burro).
  • Serve un uovo intero come "collante".
  • La pasta deve essere aromatizzata con vaniglia o limone grattugiato.


Quindi:
200 gr. di farina (setacciata con cura)
100 gr. di burro ammorbidito (lasciatelo fuori dal frigorifero per un'ora)
100 gr. di zucchero
1 uovo
sale
aroma di vaniglia oppure
la buccia grattugiata di un limone
acqua qb

Quando cominciate a preparare la pasta frolla, tenete a portata di mano, sul tavolo o il tagliere, della carta assorbente e un coltello, perché poi, in qualche modo, dovrete ripulirvi le mani dalla pasta che si incolla dappertutto...Però, se si sarà asciugata abbastanza, potrete anche togliere il grosso sfregando le mani con un poco di farina.
Io, dopo aver versato gl'ingredienti in una terrina (farina, poi a fontana lo zucchero, il burro tagliato a tocchetti, l'aroma, infine un poco di sale e l'uovo) comincio ad assemblarli con le mani. Di solito, la pasta frolla, nella prima fase, prende l'aspetto di sabbia, salvo dove arriva "collante" l'effetto dell'uovo; a quel punto, versate, un poco per volta, dell'acqua (tenete una caraffa a portata di mano), finché non riuscirete a addensare il tutto in un unica palla liscia. A seconda delle  necessità, aggiungete anche un poco di farina. Tenetela in frigorifero fino all'uso.



Shortcrust pastry (scientific ...)

In cookbooks there are dozens of recipes for the shortcrust pastry (the one for the disks to be covered with fruit for fruit cakes or pastries): in the end, I sat down at my table, I compared what I had (4 recipes!) and I got the "final and scientific version" of the pastry.

To get there, I followed the following criteria:
• The flour must be twice as much as the butter, no less, otherwise it will never be able to absorb it all (anyway, at last you will have to add more..).
• Sugar is necessary, but not in excessive quantity: usually, just take so much as butter (I repeat: the powders have to weigh more than butter).
• An egg is necessary as "glue."
• The pastry should be flavored with vanilla or grated lemon.


So:
200 gr. flour (sifted carefully)
100 gr. softened butter (leave it outside the refrigerator for an hour)
100 gr. of sugar
1 egg
salt
vanilla flavoring,
or grated rind of one lemon
water as needed


When you begin to prepare the pastry, keep on hand, on the table or on the cutting board, some paper towels and a knife, because then, in some way, you'll have to cleanse your hands from the dough that "gets glued" everywhere ... But if it has dried enough, you can also remove the dough by rubbing your hands with a little flour.After pouring the ingredients into a bowl (the flour, then the sugar, the butter cut into small pieces, the aroma, finally, a little salt and the egg), I begin to mix them by hand. Usually, the pastry, in the first stage, takes the appearance of sand, except where the egg does its effect; at that point, pour a little water (keep a jug by yourself), until you can thicken the whole in a single smooth ball. Depending on the need, add a little flour. Keep it in the refrigerator until use.

Torta di cioccolato e noci - Chocolate and nuts cake


Torta di cioccolato e noci

Questa torta ha avuto uno strepitoso successo ieri in 3O...E' il frutto delle mie ricerche "scientifiche" nella preparazione dei dolci e di un riadattamento di una ricetta da me trovata in un libro di cucina inglese (con le dosi tutte sballate): in particolare, ho aggiunto lo sciroppo e cambiato il ripieno. Si gusta al meglio se servita fredda, con panna.


Impasto
300 gr. di farina
225 gr. di zucchero
2 cucchiai di cacao in polvere
4 uova intere
50 gr. di burro fuso
150 gr di cioccolato fondente, fuso
80 gr. di noci tritate fini
Un poco di liquore (amaretto)
Latte qb
Una bustina di lievito e un pizzico

Per lo sciroppo
Liquore di cioccolato (alcuni cucchiai)
Acqua
Un poco di zucchero (facoltativo)
Ripieno e copertura
100 gr. di cioccolato fondente
15 gr di burro
3 dl di panna
alcune noci

Mescolare le uova con lo zucchero, quindi aggiungere poco per volta la farina, il cacao e il lievito setacciati (un po' di latte e Amaretto per ammorbidire e dare aroma). Poi, versare a filo il burro e il cioccolato fusi separatamente in un pentolino sovrapposto a una pentola di acqua bollente (non fate bollire il cioccolato! Non fateci entrare l'acqua! Non cuocete le uova versando il cioccolato fuso tutto in una volta! Infine, mantenete la calma, sto esagerando con i consigli allarmisti....). Alla fine, bisogna aggiungere le noci sminuzzate.

Per la cottura, con forno ventilato consiglio di mantenere per 15-20 minuti a 180 gradi, poi di abbassare a 160 e di tenere in forno per altri 25-30 minuti circa. Premere al centro con  un cucchiaio per evitare che la torta lieviti "a cupola".

Quando la torta è cotta, aspettare 10 minuti, quindi rovesciare lo stampo e metterla a raffreddare su una grata (chi ce l'ha: infatti, se la mettete su di un piatto, il fondo continuerà a cuocere nel vapore caldo e diventerà secco). Quindi tagliare e spruzzare i due dischi di pasta con lo sciroppo, preparato diluendo alcuni cucchiai di liquore con acqua (eventualmente, si può aggiungere un cucchiaio di zucchero).
La copertura va preparata invece sciogliendo il cioccolato fondente con il burro (sempre dentro un pentolino sovrapposto a una pentola di acqua bollente) e con la panna (non è necessaria la  panna da montare). Spalmare la crema all'interno e sopra e decorare con alcuni gherigli di noce. Mettere in frigorifero e servire fredda.

Chocolate and walnuts cake

This cake has been an astonishing success yesterday in 3O ... And it's the fruit of my "scientific" research in the preparation of desserts. I adapted a recipe I found in an English cookbook (with the wrong quantites); in particular, I added the syrup and changed the filling. It tastes best when served cold with cream.

Dough
300 gr. of flour
225 gr. of sugar
2 tablespoons of cocoa powder
4 eggs
50 gr. butter, melted
150 grams of dark, melted chocolate
80 gr. of chopped walnuts
A little liqueur (Amaretto)
Milk to taste
Baking powder (one packet and a pinch)

Syrup
Chocolate liquor (a few tablespoons)
Water to taste
A little sugar (optional)



Filling and cover
100 gr. dark chocolate
15 g butter
3 dl cream
some walnuts


Mix the eggs with the sugar, then gradually add the flour, cocoa and baking powder, all sifted (a bit of milk and Amaretto to soften and give aroma). Then, pour in the butter and chocolate, melted separately in a small saucepan put on a pot of boiling water (don't boil the chocolate! Don't let the water get in the chocolate! Don't cook the eggs by pouring the melted chocolate all at once! Finally, stay calm, I'm exaggerating with alarm....). At the end, add the chopped walnuts.For the oven, I advise you to maintain it for 15-20 minutes at 180 degrees, then lower to 160 and keep the cake in the oven for another 25-30 minutes. Press the center with a spoon to avoid the effect "dome".


When the cake is cooked, wait 10 minutes, then overturn the mold and leave it to cool on a rack (for those who have it: in fact, if you put it on a plate, the bottom will continue to cook in its hot steam and become dry). Then cut and spray the two discs of dough with syrup, prepared by diluting a few tablespoons of liquor with water (if necessary, you can add a tablespoon of sugar).The cover should be prepared instead dissolving the dark chocolate with butter (always in a saucepan superimposed over a pot of boiling water) and the cream (you do not need whipping cream). Spread the cream inside and above and decorate with a few walnuts. Put it in the frigidaire and serve cold.


                                                     Lei è Evelina e adora i dolci di cioccolato....