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sabato 21 maggio 2016

Il finlandese per imbranati 2


Il finlandese per imbranati 2

Caratteristiche di base del finlandese

Allora, riprendiamo la nostra riflessione...Dopo aver mangiato (chi ce l'ha ancora) un po' di cioccolata Fazer (come si fa a ordinarla su Internet? Bisogna studiare il Finlandese per farlo?).


Per il momento, tralascio la fonetica, cioè la parte della lingua relativa ai suoni e alle lettere dell'alfabeto (ma, per un Italiano, non è difficile, ci sono molte vocali e poche consonanti).
Il Finlandese è organizzato come tante altre lingue, cioè è agglutinante: per intenderci, non si tratta di una lingua che si comporta come una crema, bensì di una lingua che, come Latino, Greco, Germanico, lingue Neo-latine ecc., usa le desinenze. Le usa per i verbi e, come vedremo, le usa (e molto) per i nomi. Quindi, se avete un verbo e lo volete coniugare, dovete aggiungere la desinenza giusta, per esempio di persona, alla radice; con i nomi, o sostantivi, invece, impiegherete i celebri (e temibili) casi, la cui desinenza permette di formare i complementi indiretti senza preposizioni (non sembra, ma è molto comodo, ve lo assicuro).


  • Allora, prima di tutto, in Finlandese non ci sono articoli e questa è una bella notizia: del resto, anche nelle  lingue indo-europee limitrofe (ad esempio, lingue Baltiche, come il Lituano, o slave, come il Russo e il Polacco), gli articoli non esistono. Noi Neolatini (Italiani, Francesi, Spagnoli e Portoghesi) li abbiamo derivati dal dimostrativo latino ille, illa, illud.
  • Non ci sono generi: la stessa cosa pare si verifichi per le altre lingue ugro-finniche (ad esempio, l'Ungherese e l'Estone), per cui non avete né nomi femminili o maschili, né pronomi distinti, come lui e lei (come faranno per i romanzi d'amore, poi? Boh!).

  • Per i sostantivi (e gli aggettivi) ci sono i casi. Le lingue ugro-finniche sembrano farne un uso industriale che va ben al di là del nostro, innocuo, Indoeuropeo (l'Indo-europeo aveva 8 casi, cioè i 6 del Latino, più Strumentale e Locativo; nelle lingue europee a volte sopravvivono, specie in quelle slave e baltiche. Quindi, il Latino aveva 6 casi, il Greco 5, l'Armeno 7, il Russo 6, varie lingue slave e il Lituano 7, il Tedesco 4 ecc.ecc.ecc.). Infatti, i casi, nelle lingue ugro-finniche, si contano a decine (il prossimo che si lamenta in classe per il Latino, lo riduco in polpette!). L'Ungherese, per esempio, ha 18 casi, l'Estone, 14 o 15 a seconda dei conti (forse perdono il conto, talora), il famoso Vepso, di cui ho riportato la bandiera, ben 24! (e poi si lamentano che si stanno estinguendo...); solo al Polo Nord, i Sami si sono prudenzialmente ridotti a 6, mentre il Moksha, parlato in Mordovia, ha ben 13 casi e il famigerato Komi, la lingua panda ancora parlata da quattro gatti nella zona di Arcangelo, ne annovera ben 27! Il nostro Finnico si ferma, più modestamente, a 15. A dire il vero, vi consolerà sapere che il Nominativo (caso del soggetto) non ha desinenza, che l'Accusativo ha di solito una nasale (come in Indoeuropeo: n ed m) e che la maggior parte dei casi copre i complementi di luogo, organizzati in maniera molto varia; comunque sono davvero tanti (sapete che nelle lingue Caucasiche, come il Georgiano, sono ancora di più? 36, 37, 38....Lo dico per consolarvi).
                                  
                                 Riecco la bandiera del popolo Vepso: hanno più casi che parlanti...
  • Esiste la desinenza del plurale, che di solito, in Finnico è -t. Consolazione: il Finnico sembra avere dimenticato che, una volta, l'Ugro-finnico aveva anche il numero duale (una volta).
  • Tutti questi casi hanno una conseguenza positiva però: le preposizioni sono quasi assenti (e questa è una buona notizia, perché le preposizioni possono complicare la vita, e molto: guardate all'Inglese). Ci sono però delle post-posizioni, cioè delle preposizioni usate dopo i nomi (mai notato che le preposizioni vengono prima?).
  • Anche i possessivi si fanno con i suffissi. Es: kirjani, "il mio libro", da kirja, "libro" e ni, "mio". Pare anzi che il Finlandese li abbia persi progressivamente.
  • I verbi, come da noi, si dividono in forme finite e infinite. I modi finiti sono indicativo, imperativo e condizionale, un po' come nelle lingue slave, che hanno dimenticato il congiuntivo (una volta, secoli fa, chissà, agli albori della Finlandia, esistevano anche i modi ottativo ed eventivo, ma preferisco non sapere che cosa fossero, anche se lo posso ben immaginare).
  • Non esiste il futuro. Non dev'essere un problema di pessimismo nordico, dovuto alla  mancanza di luce, bensì dobbiamo ricordare che anche l'Indo-europeo non lo aveva: perciò, ogni lingua se l'è creato per i fatti suoi (il Tedesco con l'ausiliare werden, l'Inglese con will, il Latino ha ben due serie di suffissi diversi per crearlo a seconda delle coniugazioni, il Greco aggiungeva -s- ecc. Una Babele). Come vedete, continuiamo a trovare analogie tra Indo-europeo e Ugro-finnico.
  • Esistono i verbi di negazione, cioè una forma verbale negativa, che si forma con un verbo negativo base, en, et, ei ecc., sommato al verbo da coniugare al negativo.
  • In definitiva: esistono sostantivi, aggettivi, verbi, pronomi, numerali e particelle varie.
  • Di solito l'ordine delle parole è Soggetto-Predicato-Oggetto (quindi a noi familiare).
Lessico di base - Saluti

Qui partiamo dalla nostra esperienza finlandese.
Kyllä: sì (vi ricordo che -y- si pronuncia "u"); però, vi ricorderete di avere sentito kylla nei negozi, invece i nostri amici dire continuamente joo, che a me ricorda il Bavarese.
Ei: no.
Moi = ciao! (sperimentato all'entrata dei negozi; moika, quando si usciva).
Terve!: salve!
Tervetuloa = questa è una parola che, come vedete, assomiglia a "salve",  ma si trovava sistematicamente scritta nelle insegne dei negozi: corrisponde al nostro "benvenuto!".
Kiitos: grazie.

Poi abbiamo una sfilza di saluti, uno per ogni parte del giorno: il più corrente, se ben ricordo, era hyvää päivää!, "buongiorno"; rammento anche che la sillaba hy con tanto di aspirazione e -u-, veniva pronunciata come se salisse dalla cantina.
  • Hyvää huomenta!: buon giorno! (al mattino presto)

  • Hyvää päivää!: buon giorno!

  • Hyvää iltaa!: buona sera!

  • Hyvää yötä!: buona notte!
  • Terveisiä!: arrivederci! (Appunto)
Vi lascio con qualcosa di dolce: il video che mostra il pulla, cioè come preparare le focaccine al cardamomo:

https://www.youtube.com/watch?v=ZWcTVivAeoY



Finnish for dummies 1


Finnish for dummies 1

After finishing my dose of outlooks, tasks and lessons for tomorrow, I begin here a new series, "Finnish for dummies", in honor of our Finnish friends who welcomed us so friendly. Obviously, the "dummies" are not them (!), but anyone not understanding one iota of a language so different from ours and from Indo-European ones in general. I hope to continue with various posts, as long as I learn new words and forms and examine more deeply the Finnish culture: and, I confess, I burn out of curiosity. On the other hand, if we want to discuss by a little Finnish with our Nordic friends, we should better resort to DIY: I checked the prices of Finnish grammar books in a bookstore in Helsinki and they are stellar (45 euro per each volume on average). I promise to make you laugh (my posts are for dummies, so ...). Then, do we set off for adventure? Let's start!


Well, when I was in Finland, our friend and colleague Yari jokingly urged me to find the point of connection between Indo - European languages ​​(and, therefore, Italian) and Finno-Ugric ones ​​(ie Finnish). Finno-Ugric languages ​​are not a four-letters word (have you noticed that Finnish has a nasty habit of sounding like a slew of bad words in Italian?). It is a group of languages ​​mainly spoken in Eastern Europe and in the Ural steppes. In the sixteenth century, a Hungarian monk came to Finland (how did he do then ...) and grasped the many similarities between the two languages ​​(similarities on which I have some doubts, as we shall see later). From there a number of studies arose and the idea that Hungarian and Finnish, but also Estonian and other idioms, belong to this ancient family of Uralic languages ​​(along with Samoyedic ones, that, you do not know it, are widespread in Siberia).

I'm curious to know if Finno-Ugric languages ​​are related to ours: they usually say no. Yari, jokingly, encouraged me to find what I would call the "passage to the North-West" (perhaps "to the North-East") between the two linguistic groups: maybe I could become rich and famous! However, my students are aware of it, every now and then I express the pious wish of becoming rich and famous, but so far the miracle has never happened and I do not think that it will happen in the future either; however, in my opinion, there are some points of contact, but who knows why.


Eg .:
Fin. Aurinko = "sun".
Now, our aurora (lat. Aurora), "dawn", comes from an Indo-European root * ausosa (s was transformed into -r-). In fact, we have Aušros in Lithuanian: in Vilnius Aušros Vartu is the "Gate of the dawn", the one to the east (with the sanctuary of Ostra brama, which means the same thing in Polish; you'll notice that even the Polish ostra comes from the same root). Aurora, dawn, sun: these words concern the light. And it is original, ancient vocabulary, so it should not be derived from elsewhere. I wonder: is there a common root for the two groups?
Anyway, here's the map of such languages:


As you will notice, they seem survivors after an invasion: you would have the same effect if you poured some cream over a slice of bread where you have already spread Nutella. The point is that the group, however mysterious, existed before the Indo-European wave, as early as 4.000-3.000 B.C.: Indo-Europeans then came in 2.000-1.200 and .... so we had the survivors. There is a linguistic law, that the oldest linguistic phenomena remain in the periphery, which is why Finno-Ugric languages ​​reside ... among the reindeers.

The place of birth of the group seems to be the region around the river Volga: in fact, here are many languages ​​and, most importantly, the reconstruction of the original lexicon contains plants and animals of the area (willow, Siberian pine and larch, hedgehog etc. ). The diffusion area ranged between Urals and the Baltic and some terms seem to have been imported from Indo-European (perhaps this would explain my comparison above). However, some say that Finno-Ugric may be newer than Indo-European and coming from a different place; to make a long story short, Finno-Ugric seems to give a hard time to scholars and many of such ideas are just speculation. The most serious problem is that we have not so many written data.
                         
 
              
When you go to read the list of Finno-Ugric languages ​​other than Finnish, Hungarian and Estonian, there are some strange languages, I had never heard of. For example, there is a deluge of Sami languages ​​(those blue on the extreme north), spoken by the Sami people scattered throughout the northern coast of Scandinavia, from Norway to Finland and Russia. Such languages resemble pandas, that is they are close to extinction: the Ume Sami, spoken in the extreme north of Sweden, has about twenty speakers and so Pite Sami, located in Swedentoo. Ter Sami is the least widely spoken language in the world and is only known by two elderly Russian ladies (those exaclty discussing here in the picture above: they are training themselves...).
Even Akkala Sami, also spoken in Russia, became extinct when the last lady who knew it died, Marja Sergina, in 2003.

Then there is another group, Mordvinic (the pink-violet in the center), which brings together the languages ​​of the Russian autonomous republic of Mordovia (Erza and Moksha, respectively zone E and O); there were Mansi languages, now dead, that spread on the Volga (like Muromo, disappeared in the Middle Ages and perhaps related with Mordvinic); Komi, spoken in the homonymous Russian Republic near Archangel, written in Cyrillic and divided into Permyak and Zyriac (Zyriac, not Syriac).

                                              

Our Finnish is instead part, together with Estonian, of the Balto-Ugric group. There are also Karelian (from Karelia, you know, that region of Finland which was always wanted by Russians) and, so far, no problem; then we have the panda languages. There was the Livonian, as the name implies, spoken in Riga, Latvia; but in 2013 its last speaker died, a sprightly old man 103 years old (was he recorded?); and then, still spoken in Karelia, the Veps, and in Estonia, the Voro. There is also a last remnant of Votic, with dozens of speakers in St. Petersburg: I strongly discourage my students from asking me to count them, after I've done it in Finnish, in Veps or Voro (there is a limit to everything).

As you'll notice, I have dwelt on these unknown languages, but they are all spoken not far from Finland, and, in some way, they are connected to its culture, especially the various types of Karelian. Obviously, living in those lands covered by taiga and ice is complicated and taiga and ice must have the effect of the rocky mountains of the Caucasus, in whose valleys divided by rocks, too many idioms develop. Perhaps, in the next cultural exchange, we will have to take this into account, perhaps to help out some panda languages...


                                             The flag of Veps people (3,160 speakers, in Karelia)

Some Finnish words... on food

As it is well-known, in Finland we have never understood the meal schedule: practically we were eating all the time and well, too (which explains how my scale, after my return, showed two kilos more, partially lost, and why tonight I mostly ate salads). I give here some names of foods I learned in Finland, so you will never die of hunger:


                                         The kalakukko is a pie consisting of kala, ie fish.

Vesi = water
Vini = wine (do you see that it is our word vino?)
Leipä = bread (which appears in so many compounds, such as the already mentioned leipäjuusto, "cheese-bread")
Juusto = precisely, cheese
Kala = fish
Vihannes = vegetables (I have to register here>
Porkkana = carrot!)
Liha = meat (in fact, sianliha is the pork, naudanliha the beef).

Then I hold a special place for sweets. Surely it is easy to see what torttu is (our cake, in Italian "torta"), but also jäätelö, which (note the metathesis, ie the exchange of consonants) is nothing but our ... ice cream, "gelato". In fact, like wine, it is an Italian word (who invented the ice cream, eh?). Finally, we have sokeri (sugar), vanilja (vanilla), suklaa (chocolate). About suklaa, I have the honor to mention the Finnish chocolate, the legendary Fazer, born in 1891 (and here I am tempted to add something to my supper based on salad ...).


Finally, I should mention lakritsi, liquorice. By the way, I was given a bag of it, but I do not eat it: what about if I carry it in the classroom?

giovedì 19 maggio 2016

Il finlandese per imbranati 1


Il finlandese per imbranati 1
 
Terminata la mia dose di schemi, compiti e lezioni per l'indomani, do qui inizio a una nuova serie, il "Finlandese per imbranati", in onore dei nostri amici finlandesi che ci hanno accolto con tanto affetto. Ovviamente, gl'imbranati non sono loro (!), bensì chiunque si ritrovi a non capire un'acca di una lingua così diversa dalla nostra e da quelle indo-europee in generale. Spero di continuare con vari post, man mano che imparo nuove parole e forme e che approfondisco la cultura finlandese: e, vi confesso, sono divorata dalla curiosità. D'altro canto, se vogliamo discutere con un po' di finlandese con i nostri amici nordici, sarà meglio che ricorriamo al fai da te: ho controllato i prezzi delle grammatiche di Finnico in una libreria di Helsinki e sono stellari (45 euro a volume in media). Vi prometto di farvi ridere (sono post per imbranati, dunque...). Allora, ci lanciamo nell'avventura? Partiamo!
 
 
 
Allora, quando ero in Finlandia, il nostro amico e collega Yari mi esortava scherzando a trovare il punto di collegamento tra lingue indo--europee (e, quindi, l'Italiano) e lingue ugro-finniche (cioè il Finlandese). Lingue ugro-finniche: non è una parolaccia (avete notato che il Finlandese presenta la pessima abitudine di sembrare una sfilza di parolacce in Italiano?). Si tratta di un gruppo di lingue stanziate principalmente in Europa orientale e nelle steppe degli Urali. Si racconta che, nel XVI sec., un frate ungherese arrivò dalle parti della Finlandia (come abbia fatto poi...) e si rese conto delle numerose somiglianze tra le due lingue (somiglianze su cui ho qualche dubbio, come vedremo in seguito). Da lì nacquero vari studi e l'idea che Ungherese e Finlandese, ma anche Estone e altre, appartengano a questa antica famiglia di lingue uraliche (assieme a quelle samoiede, che, voi non lo sapete, sono diffuse in Siberia).
 
Sono curiosissima di  sapere se le lingue ugro-finniche sono imparentate con le nostre: in genere si dice di no. Yari mi ha incoraggiato scherzando a tentare, caso mai riuscissi a trovare quello che io definirei il "passaggio a Nord-Ovest" (forse "a Nord-est") linguistico tra i due gruppi: magari potrei diventare ricca e famosa! Orbene, i miei allievi lo sanno, ogni tanto auspico di diventare ricca e famosa, ma finora il miracolo non è mai successo e non credo che succederà neanche in futuro; tuttavia, a mio avviso, alcuni punti di contatto ci sono, ma vattelapesca sapere perché.
 
                                    
Ad es.:
Fin. Aurinko = "sole".
Ora, il nostro aurora (lat. aurora) deriva da una radice che suonava in indoeuropeo *ausosa (la s si è rotacizzata, cioè trasformata in -r-). Difatti, in lituano abbiamo aušros: a Vilnius Aušros Vartu è la "Porta dell'aurora", quella che dà a oriente (con sopra, il santuario di Ostra brama, che significa la stessa cosa in polacco; noterete che anche il polacco deriva dalla stessa radice). Aurora, sole: si tratta di lessico che riguarda la luce, specie quella che sorge. E lessico antico, dei primordi, quindi non dovrebbe essere derivato da un prestito. Mi chiedo: possibile che ci sia una radice comune ai due gruppi?
 
In ogni caso, ecco qui la cartina delle lingue:
 
 
Come noterete, sembrano i sopravvissuti di un'invasione: avreste lo stesso effetto se versaste della crema sopra una fetta di pane su cui avete già spalmato della Nutella. Il punto è che il gruppo, peraltro misterioso, esisteva prima dell'ondata indo-europea, già nel 4.000 - 3.000 a.C.: poi sono arrivati gl'Indoeuropei nel 2.000 e....sono rimasti i sopravvissuti. Esiste una legge in linguistica, secondo cui i fenomeni linguistici più antichi permangono in periferia: ecco perché le lingue ugro-finniche risiedono...tra le renne.
 
Pare che il luogo di nascita del gruppo sia la regione intorno al Volga: difatti, qui ci sono molte lingue e, per di più, la ricostruzione del lessico originario contiene piante e animali della zona (salici, pini e larici siberiani, ricci ecc.). L'area di diffusione spaziava tra Urali e Baltico e pare che ci siano stati dei prestiti importati dall'area indo-europea (forse questo spiegherebbe il parallelo mio sopra). Tuttavia, c'è anche chi dice che l'Ugro-finnico potrebbe essere  più recente dell'Indo-europeo e la sua patria d'origine un'altra; insomma, pare che gli Ugro-finnici diano del filo da torcere agli studiosi e molte delle idee in merito sono speculazioni. Il problema più grave è che ci mancano dati scritti.
 
                                       
 
Quando si va a leggere la lista delle lingue ugro-finniche diverse da Finnico, Ungherese e Estone, si trovano delle lingue stranissime, di cui non avevo mai sentito parlare. Per esempio, c'è una caterva di lingue sami (quelle azzurre all'estremo Nord), parlate dai Lapponi sparpagliati per tutta la costa settentrionale della Scandinavia, dalla Norvegia fino alla Finlandia e Russia. Sono lingue che assomigliano ai panda, cioè prossime all'estinzione: il sami di Ume, parlato all'estremo Nord della Svezia presso il fiume omonimo, conta una ventina di parlanti e così il sami di Pite, sempre in Svezia. Il sami di Ter, addirittura, è la lingua meno diffusa al mondo e parlata soltanto da due signore anziane russe (quelle che, appunto, stanno discutendo nella foto qua sopra: si tengono in allenamento...).
Addirittura il sami di Akkala, sempre parlato in Russia, si è estinto quando è morta l'ultima signora che lo conosceva, Marja Sergina, nel 2003.
 
Esiste poi un altro gruppo, quello del Mordvino (quello rosa-violetto al centro), che raggruppa le lingue della Repubblica autonoma russa della Mordovia (erza e mokša, rispettivamente zona E e O); esistevano delle lingue, ora morte, definite finno-volgaiche, cioè diffuse sul Volga (come il Muromo, sparito nel Medioevo e forse imparentato col Mordvino); il Komi, parlato nell'omonima Repubblica Russa nei pressi di Arcangelo, scritto in cirillico e suddiviso in Permico e Sirieno (Sirieno, non Siriano, ch'l' è n'altar quel).
 
 
Il nostro Finnico fa invece parte, assieme all'Estone, del gruppo Balto-finnico. Vi appartiene anche il Careliano (dalla Carelia, sapete, quella parte di Finlandia che hanno sempre voluto i Russi) e, fin qui, nessun problema; poi compaiono le lingue panda. C'era il Livone, come dice il nome, parlato a Riga, in Lettonia; ma nel 2013 è morto il suo ultimo parlante, un arzillo vecchietto di 103 anni (lo avranno registrato?); e poi, sempre parlato in Carelia, il vepso, e in Estonia, il voro. C'è anche un ultimo rimasuglio di votico, con alcune decine di parlanti a S.Pietroburgo: sconsiglio caldamente ai miei studenti di chiedermi di contarli, dopo che l'ho fatto in finnico, in vepso o voro (a tutto c'è un limite).
 
Come noterete, mi sono dilungata su queste lingue sconosciute, ma sono tutte parlate non molto lontano dalla Finlandia: in qualche modo, sono legate alla sua cultura, specie i vari tipi di Careliano. Evidentemente, abitare in quelle lande coperte da taiga e ghiacci è complicato e la taiga e i ghiacci devono avere un po' l'effetto delle aspre montagne del Caucaso, nelle cui valli divise dalle rocce, si sviluppano idiomi a non finire. Forse, nei prossimi scambi culturali, dovremo tenerne conto, magari per dare una mano a certe lingue panda...
 
                                             
                                             Bandiera del popolo Vepso (3.160 parlanti, in Carelia)
 
Alcune parole finniche...sul cibo
 
Come è noto, in Finlandia non abbiamo mai capito gli orari dei pasti: praticamente, mangiavamo in continuazione e bene, per giunta (il che spiega come la mia bilancia, al ritorno, abbia registrato un incremento di due chili, in parte già perduti, e come mai stasera io abbia mangiato prevalentemente insalata). Do qui alcuni nomi di cibi imparati in Finlandia, così non morirete mai di fame:

                                         
                                         Il kalakukko è una focaccia a base di kala, cioè pesce.

Vesi = acqua
Vini = vino (vedete che è la nostra parola?)
Leipä = pane (che compare in tanti composti, come il da me già ricordato leipäjuusto, "formaggio-pane")
Juusto = appunto, formaggio
Kala = pesce
Vihannes = verdura (qui devo registrare >
Porkkana = carota!)
Liha = carne (difatti, sianliha è la carne di maiale, naudanliha quella di manzo).

                                        
Tengo poi uno spazio speciale per i dolci. Sicuramente è facile capire che cos'è torttu (la nostra torta), ma anche jäätelö, che (notate la metatesi, cioè lo scambio delle consonanti) altro non è se non il...gelato. Difatti, come vini, è una parola italiana (chi ha inventato il gelato, eh?). Infine, abbiamo sokeri (zucchero), vanilja (vaniglia), suklaa (cioccolata). A proposito di suklaa, ho l'onore di menzionare la cioccolata finlandese, la mitica Fazer, nata nel 1891 (e qui mi viene la tentazione di aggiungere qualcosa alla mia cena a base di insalata...).

 
Infine, vorrei ricordare lakritsi, la liquirizia. A proposito, me ne hanno regalato un sacchetto, ma io non la mangio: che ne dite se la porto in classe?


                                                                                  Jäätelö......

giovedì 28 aprile 2016

Preparandosi alla Finlandia 2


Preparandosi alla Finlandia 2

La cucina finlandese

Allora, per la cucina finlandese vale il vecchio principio che le ricette dipendono dai prodotti del territorio: per cui, in Finlandia, pesce, pesce e ancora pesce (e molluschi, evidentemente). Poi, ovviamente, patate, formaggi, latticini, pane di segale (cereale del luogo: questo pane si conserva a lungo) e simili. Non dimentichiamo la carne: innanzitutto bovini e suini, ma anche selvaggina, carne di renna (particolarmente salutare e magra) e carne di orso (!). Ci sono persino le salsicce affumicate da sauna (cioè, da consumare nella sauna). Chiaramente, qui si condisce con il burro: pare inoltre che siano molto popolari i lamponi e i frutti di bosco (sui dolci) o i funghi. Io mi prenoterò per lo yoghurt, che adoro. Ovviamente, invece, scarseggiano frutta e verdura di altro genere, da importare.


                                                   Il pane di segale (ruisleepaa)

Qui un video che documenta un supermercato in Finlandia (Stockmann): potete vedere bene quali sono i prodotti, come i tipi di pane (i dolci!!!) ecc.

https://www.youtube.com/watch?v=EbusWvKFsoU

Pare una cucina comunque molto gustosa e interessante: risente dell'influenza orientale russa, di quella più raffinata svedese, ma anche di moderni mix con la cucina francese e quella italiana. L'unico problema sono i nomi, impronunciabili. Riusciremo a ricevere (e riconoscere) il piatto che chiediamo?



Adesso vediamo alcuni piatti tipici:
  • Karjalanpiirakka (sopra): la focaccia della Carelia (la zona a est, da cui viene anche il poema epico Kalevala), a base di segale e patate o riso (nel ripieno), si spalma con il burro e pare che sia buonissima.
  • Kalakukko (sotto): focaccia un poco più grande, ripiena di pesce.

  • Ruisleipa: il pane di segale, rinomato soprattutto nella sua versione a ciambella  (ma ce ne sono tantissime varietà, come per il nostro di farina di grano). Pare che i Finlandesi espatriati ci tenessero così tanto che veniva loro spedito per posta...
  • Korvapuusti (sotto): sono le brioches di cannella, analoghe a quelle che si mangiano anche in altre zone del Nord, ma, pare, molto buone. Il loro nome significa "orecchio schiaffeggiato" (?!?).

  • Mustikkapiirakka: torta di mirtilli. Qui esistono mirtilli di tutte le specie, ma esiste anche il  pregiato camemoro (cloudberry), o mirtillo arancione lappone, che viene dal Nord e pare prelibatissimo.
  • Lejpajuusto: formaggio, o "pan formaggio" (detto anche "formaggio dal rumore cigolante", scopriremo il perché), è formaggio di mucca, capra o renna, fritto o cotto come un dolce e da accompagnare con la marmellata!
  • Liquerizia salata e cioccolata Fazer Blue.
                                           Il cioccolato Fazer Blue (assomiglia ai nostri Baci Perugina...)
Scuriosate in questi siti:

Cfr. i link: http://www.vacanzeinfinlandia.it/gastronomia-finlandese/
http://www.visitfinland.com/it/articolo/icone-senza-tempo-della-cucina-finlandese/

Storia della Finlandia
Bene, non eccederò, comunque è "d'uopo" conoscere un po' di storia finlandese. Ve la riassumo in pochi punti:
  • Fase preistorica: dopo un lungo periodo in cui il paese era abitato dai Lapponi,  dai Suomusjarvi e da altre popolazioni anonime, poi, nei nostri primi secoli d.C., arrivarono le tribù ugro-finniche, organizzate i tribù e capeggiate dall'aristocrazia. Questa è la fase in cui gli unici contatti con l'esterno sono garantiti dai commerci gestiti dai Vichinghi.
  • Cristianizzazione e dominazione svedese: la Finlandia si convertì al cristianesimo nel XII sec. grazie al re svedese Erik il Santo (che lanciò una crociata contro i Russi ortodossi che ambivano alla Carelia) ed entrò progressivamente nell'area svedese, dopo che era stata contesa tra Svezia e Russia (Stato di Novgorod): infatti, la popolazione era divisa in varie etnie, che litigavano perennemente tra loro e  i vicini ne approfittarono. Divenne un ducato autonomo e le furono riconosciuti pari diritti rispetto al territorio svedese nel 1362.
  • Periodo dell'unione di Kalmar (1397-1523): in sostanza, la Danimarca (quella di Amleto) domina su tutta la Scandinavia, finché la Svezia non esce dall'unione nel 1523 appunto, trascinandosi dietro la Finlandia.

  • Periodo svedese Vasa: dopo la fine dell'Unione di Kalmar, la dinastia svedese Vasa impose un notevole accentramento e soppresse il ducato di Finlandia. Accentramento significava però anche maggiore efficienza (per esempio, fu fondata l'università di Turku). Nel Seicento, la Finlandia fu ancora contesa tra Russia e Svezia (per esempio, la Finlandia fu occupata dai Russi durante la Seconda Guerra del Nord, 1700-21), perdendo così buona parte della Carelia, la zona orientale. Per questo, il Settecento fu  un periodo di grave crisi e di rivolte (ecco perché ancor oggi lo svedese è seconda lingua ufficiale).
  • Dominazione russa: dopo la pace di Tilsit del 1807 (alla fine della Terza Coalizione anti-napoleonica), la Finlandia divenne russa, ottenendo così una maggiore autonomia: aveva un suo granduca, fu riconosciuto il finnico come lingua ufficiale e vennero incrementati gli spazi della Dieta. Mentre si risvegliava il nazionalismo finnico, il potere autocratico russo, dopo Alessandro II, diveniva però sempre più dispotico e inviso: per esempio, in occasione della Guerra russo-giapponese del 1905, la Finlandia si ribellò.
  • Indipendenza: nel 1917, mentre in Russia esplodeva la Rivoluzione bolscevica, la Finlandia dichiarò la sua indipendenza. Qui vinsero i "Bianchi" (destinati alla sconfitta in URSS), con l'aiuto dei Tedeschi, dopo che dalla Russia anche qui si era diffusa la guerra civile. La Finlandia divenne una repubblica nel 1919.
  • La Seconda Guerra Mondiale: la (forzata) partecipazione della Finlandia alla Guerra si divide in fase dell'aggressione URSS (nel 1939), conclusa nel 1940 con la cessione dell'eterna Carelia; dal 1941 e dall'operazione Barbarossa di invasione tedesca dell'URSS, la Finlandia riprende la lotta contro il suo grande nemico, senza però allearsi alla Germania, fino al 1945; infine, nella primavera del 1945, la Finlandia dichiara guerra alla Germania (marzo - aprile 1945; pare avessero le idee un po' confuse...). 
  •  Il dopoguerra: il paese non è stato poi così stabile perché le coalizioni di governo per lungo tempo sono state difficili, con la politica complicata dalla presenza dei comunisti (tra l'altro: nel primo Dopoguerra c'erano anche i fascisti, chiamati qui "lappisti", senza contare che a ondate ritornano a galla partiti di estrema destra, revanscisti e/o xenofobi). La Finlandia ha sempre mantenuto rapporti di buon vicinato con l'URSS (chissà perché), ed è rimasta neutrale tra i due blocchi, ma è rapidamente entrata nell'ONU (1956), nell'EFTA (1961) e, infine, nell'UE (1995). Oggi si alternano al potere socialdemocratici, conservatori, partito di centro e partito di coalizione. Esiste anche il partito dei veri finlandesi, xenofobo e ostile all'UE (niente di nuovo sotto il sole, insomma).

Cfr. i link:
http://www.vacanzeinfinlandia.it/la-finlandia-la-storia/ 
http://dizionaripiu.zanichelli.it/storiadigitale/p/percorso/252/storia-della-finlandia
http://www.treccani.it/enciclopedia/finlandia_(Dizionario-di-Storia)/
http://www.finlandia.ws/storia-della-finlandia.html

lunedì 25 aprile 2016

Preparandosi alla Finlandia...


Preparandosi alla Finlandia....

Allora, una parte delle quarte del liceo Roiti, settore sportivo, sta per partire per la Finlandia, con me e la collega Cristina come docenti accompagnatori. Tra questi allievi, anche alcuni studenti della mia 4O. Quindi, è l'occasione per conoscere questo paese, lontano e affascinante....



Cinque milioni e mezzo di abitanti, di cui un milione che abita nella conurbazione della capitale, Helsinki, la più bassa densità di popolazione dell'UE (per forza, con tutti quei laghi e foreste), il miglior sistema scolastico al mondo e un PIL pro capite tra i più alti (quasi 50.000 dollari), la Finlandia è considerata spesso il miglior paese al mondo. Almeno così la considera il Newsweek:

cfr.R.Foroohar, The best countries in the world, 16 agosto 2010, http://europe.newsweek.com/best-countries-world-71817?rm=eu



Diffido un po' di queste statistiche: la medesima mette al secondo posto la Svizzera, all'11mo gli Stati Uniti e al 23mo Israele, tutti paesi che conosco, ho visitato, ma che non cambierei mai con l'Italia, pur con tutti i suoi acciacchi. Il problema è che non basta la prosperità, o che tutto funzioni a puntino, perché un paese sia veramente il "migliore". Difatti, i miei ragazzi, a contatto con gli amici Finlandesi, sono comunque rimasti stupiti dal loro atteggiamento tipicamente nordico, piuttosto chiuso. Comunque sia, la Finlandia è un paese affascinante e del tutto diverso dal nostro: e proprio per questo, potremmo imparare veramente tanto.
Io procederò un po' a casaccio, senza un ordine preciso, sennò, se dovessi partire canonicamente da geografia, economia, storia ecc. ecc. risulterei noiosa. Mi orienterò invece alle curiosità.



Musica: Sibelius e la Finlandia

Finlandia è il titolo di un poema sinfonico di Jean Sibelius (1865-1957, il più importante musicista (romantico)  finlandese (è il signore pelato sopra: lo so, assomiglia allo zio Fester, a allora?). Sibelius, come molti altri Romantici, ha valorizzato il patrimonio musicale nazionale, in questo caso finlandese ed è un po' un simbolo patriottico. E'autore di 7 sinfonie e di vari poemi sinfonici;
Introduco qui il link all'esecuzione del brano Finlandia (8-9 minuti) che riconoscerete subito, perché è molto noto; la  musica è montata su alcune immagini molto belle del paese, con tanto di aurora boreale, pulcini e orsacchiotti.

https://www.youtube.com/watch?v=F5zg_af9b8c



Io amo molto anche il Cigno di Tuonela,  così suggestivo, che fa parte dei poemi sinfonici Quattro leggende dal Kalevala: il Kalevala è il poema nazionale finlandese. Il cigno di Tuonela è il cigno che, secondo le antiche saghe del luogo, porta i defunti a Tuonela, l'isola dei morti, nuotando con grazia e leggerezza. Il protagonista del Kalevala, l'eroe Lemminkainen, dovrebbe ucciderlo, ma fallisce nell'intento e muore. Nel brano musicale, il corno inglese rappresenta il canto del cigno; Walt Disney intendeva inserire il pezzo in Fantasia, ma il progetto s'interruppe.

Da qualche parte, una volta, su Youtube avevo trovato le immagini di Walt Disney che accompagnavano la musica di Sibelius, ma ora non più; qui il link con l'interpretazione di Von Karajan e un video:

https://www.youtube.com/watch?v=HjyLWoJvtME 


Un po' di comunicazione

Allora, abbiamo appurato che i Finlandesi sono più riservati di noi Mediterranei (ragion per cui avrei voluto vedere Nassim in mezzo a loro...Doveva essere una commedia vera e propria...). Sono però piuttosto diretti, il che non è un male, anzi. In genere, consiglierei quanto segue:
  • Quando si parla, andare dritti al punto.
  • Mantenere le distanze: come è noto, più si va a Nord, più le distanze tra persone aumentano, quindi non si deve parlare con una persona standole appiccicati addosso (sennò quella si ritrae e noi dietro, in un balletto che non finisce più).
  • Non alzare la voce.
  • Mantenere un tono modesto e appropriato.
  • Non gesticolare troppo!
  • Non parlare tutti insieme, ma a turno (chissà se questo potrà servire per le nostre prossime discussioni in classe...).

Alcuni consigli qui:
 
Scuola e cultura
 
Dicevamo che la scuola è considerata la migliore del mondo: pare che il motivo sia l'autonomia che viene concessa ai ragazzi, che in prima persona si organizzano il loro percorso con l'aiuto di un tutor.
 
Qui ho trovato un video di L.Boneschi, ben fatto, sulla scuola in Finlandia e altri aspetti della cultura del luogo (purtroppo, manca la prima parte):