venerdì 8 aprile 2016

Pompei (P.S.Anderson, 2014)


Pompei (2014)

Ci sono film da cui non si pretende eccessivamente, perché i loro meriti sono specifici e circostanziati. Uno di questi è Pompei, un peplum che usa la 3D a profusione sugli "ultimi giorni di Pompei".  Il regista, in effetti, è Paul Anderson, il marito di Milla Jovovich, specializzato in film imparentati con i videogiochi (come la serie di Resident Evil, I tre moschiettieri del 2011 ecc.). E, difatti, questo film sembra un colossale videogioco (nel senso buono del termine). Cioè, non chiedete a questa pellicola abilità recitative, profondità d'interpretazione, genialità di regia o simili, bensì ottime qualità tecniche. Del resto, la vicenda di Pompei, con la catastrofica eruzione del 24 agosto del 79 d.C., più che a una disamina storica approfondita, si presta a kolossal per effetti speciali: uno se ne sta seduto in poltrona a godere per la paura suscitata dalla catastrofe e basta. Difatti, a mio vedere, la parte artisticamente più impressionante del film è la citazione iniziale, di tono apocalittico, tratta dal racconto di Plinio il Giovane, il cui zio, Plinio il Vecchio, morì nel portare i soccorsi alle città colpite con la flotta romana da lui comandata (è l'epistola da lui inviata allo storico Tacito):

Nell'oscurità si udivano i pianti delle donne, i lamenti dei bambini e il clamore degli uomini… Alcuni chiedevano aiuto, altri invocavano la morte… Ma i più pensavano di essere stati abbandonati dagli Dei.. E che l'universo fosse sprofondato nel buio eterno


Milo (Kit Harington, quello del Trono di spade) è un giovane gladiatore celtico (non assomiglia per niente ai Celti, sulle cui fattezze sono piuttosto esigente, ma lasciamo andare), sopravvissuto al massacro dei suoi da parte romana e trasferito da Londinium (antica Londra) a Pompei (vi ricordo che qui c'era la schola gladiatorum, almeno finché non è franata per effetto della pioggia). Qui conosce la giovane e ricca Cassia (Emily Browning), contesagli però dal ricco e perfido senatore Corvo (Kiefer Sutherland); diviene anche molto amico del gladiatore di colore Atticus (Adewale Akinnuoye-Agbaje). Inutile dire che la lotta tra i buoni e i cattivi procede di pari passo con la gigantesca eruzione, fino all'inevitabile finale.


La storia sembra spesso un copia e incolla dal Gladiatore, con puntuali citazioni, anche visive (nonché nella colonna sonora); tuttavia, i personaggi sono stereotipati, la storia d'amore è dolce, ingenua, ma per nulla originale, i buoni sono buoni e basta, i cattivi (cioè Corvo, ma anche Marco Proculo) sono talmente cattivi che più cattivi non si può, la sceneggiatura è in linea con quanto sopra, la recitazione non può dare un granché, però gli effetti speciali sono fenomenali. E' questo il merito maggiore del film: Anderson adora Storia Romana e quella di Pompei in particolare, per cui ha dedicato grande cura alla ricostruzione della pianta della città, assolutamente fedele, ma anche all'eruzione (a parte quei palloni infuocati che ogni tanto arrivano come delle cannonate sui protagonisti e che sono spropositati anche per un vulcano come il Vesuvio). In effetti, gli specialisti hanno concesso il loro plauso. Ovviamente, gli usi e i costumi dei Romani di allora sono molto smussati (una fanciulla dell'età di Cassia era sposata da un pezzo e con figli), però Anderson non insiste troppo sulla vita quotidiana, per cui gli errori storici si sentono poco. Però, se vi volete divertire con un buon peplum catastrofico, senza tante complicazioni mentali, in cui sapete con chiarezza dove sono i buoni e dove i cattivi, questo film va proprio bene; se invece volete qualcosa di più profondo, vi leggerete...Plinio.


Pompeii (2014)

There are films from which you don't ask too much, because their merits are specific. One of these is Pompeii, a historical movie which uses 3D in profusion about the "Last Days of Pompeii". The director, in fact, is Paul Anderson, Milla Jovovich' husband, who is specialized in films related to video games (such as the Resident Evil series, The three mosquetaires of 2011 etc.). And, in fact, this film looks like a colossal video game (in the good sense of the word). That is, don't ask this film for acting abilities, depth of interpretation, the genius in directing or the like, but for excellent technical qualities. After all, the story of Pompeii, with the catastrophic eruption of August 24, 79 AD, leads rather than to historical depth, to blockbuster special effects: one sits in his armchair to enjoy the fear aroused by the disaster and stop. In fact, in my view, the most artistically impressive part of the film is the opening apocalyptic quote from Pliny the Younger, whose uncle, Pliny the Elder, died while bringing relief to the stricken city with the Roman fleet he commanded (it is the epistle he sent to the historian Tacitus):

In the darkness one could hear the cries of women, the cries of children and the clamor of men ... Some asked for help, others called for death ... But they thought of being abandoned by the gods .. And that the universe was plunged into eternal darkness



Milo (Kit Harington, the one of the Throne of Swords) is a young Celtic Gladiator (nothing like the Celts, on whose features I'm quite demanding, but never mind), who survived the massacre of his people by the Romans and is transferred from Londinium (ancient London) to Pompeii (I recall that here was the schola gladiatorum, at least until it collapsed due to rain a little time ago). There he meets rich, young Cassia (Emily Browning), a point of contention with rich and treacherous Senator Corvus (Kiefer Sutherland); he also becomes a close friend of African gladiator Atticus (Adewale Akinnuoye-Agbaje). Needless to say, the struggle between the good and the bad guys goes hand in hand with the gigantic eruption, until the inevitable end.


The story often seems a copy and paste from the Gladiator, with precise, also visual quotations (as well as in the soundtrack); however, the characters are stereotyped, the romance is sweet, naive, but by no means original, the good guys are only good, the bad (not only Corvus, but also Marcus Proculus) are so bad that they cannot be worse, the script is in line with what above, the acting can not give much, but the special effects are phenomenal. And this is the greatest merit of the film: Anderson loves Roman history and that of Pompeii in particular, so that he has devoted great attention to the reconstruction of the city plan, absolutely true, but also to the eruption (apart from those fiery balls that occasionally arrive as cannon ones on the protagonists and are also disproportionate to a volcano such as Vesuvius). In fact, the specialists have given their approval. Obviously, the uses and customs of the Romans of that time are not so true (a girl of Cassia's age was usually married since a while and with children), but Anderson does not insist too much on daily life, so that historical errors are little felt. However, if you want to have fun with a good, catastrophic, historical movie, without so many mental complications, where you know clearly where the good and the bad guys are, this film is just right; but if you want something deeper, you'll read ... Pliny.

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