martedì 23 febbraio 2016

Meraviglioso viaggio del piccolo Nils - Wonderful adventures of Nils, Selma Lagerlof (1907)


Meraviglioso viaggio del piccolo Nils

E' il libro che ha reso celebre l'autrice svedese Selma Lagerlof al di fuori della Svezia e forse non è così peregrino pensare che esso abbia contribuito a guadagnarle il Nobel nel 1909: è il fresco e affascinante libro per ragazzi Meraviglioso viaggio del piccolo Nils, un libro fantastico, una storia di formazione, incentrata sul quattordicenne Nils Holgersson. E' una storia piena di colori, di meraviglie, eppure semplice e vera, dai significati profondi: non stupisce che in Svezia sia popolarissima e che da questo libro Konrad Lorenz abbia tratto la sua vocazione di etologo (pare che io condivida con lui la passione per le oche e le papere in genere...).


Nils è un ragazzo biondo, bello, ma lavativo ed egoista: fa disperare i suoi genitori, maltratta gli animali della fattoria, insomma, non combina niente di buono. Una domenica di marzo rifiuta di seguire i genitori in chiesa e rimane a casa a oziare; allora la fattoria viene visitata da un coboldo, un nanetto minuscolo che protegge la proprietà; scoprendolo, Nils decide di catturarlo con una zanzariera. Ma ecco che il ragazzo viene colpito all'improvviso da uno schiaffo immane, tale da stordirlo; e, quando si sveglia, scopre di essere stato rimpicciolito per magia....Uscito fuori sull'aia, il nanetto scopre allora di capire il linguaggio degli animali, ma non intende messaggi molto positivi: infatti, tutte le bestie della fattoria ce l'hanno con lui per le sue cattiverie e lui rischia grosso la loro rappresaglia. Ma ecco, nel cielo primaverile s'intravvede il cuneo formato da uno stormo di oche in fase di migrazione verso la Lapponia: l'oca più bella, Martin, desiderosa di seguirle, si alza in volo e Nils, nel disperato tentativo di frenarla, rimane aggrappato al suo collo, ritrovandosi così, assieme a Martin, al centro di  una schiera di aristocratiche oche selvatiche. Con qualche difficoltà, i due vengono accolti nello stormo e inizia così un viaggio affascinante attraverso la Svezia: non solo quella che si vede di giorno, composta di città, porti e fattorie, ma anche quella fiabesca, notturna, fatta di leggende, creature magiche e fantasmi.

                                               

Il libro conserva un fascino straordinario, tanto che me lo rileggo spesso: alcuni episodi rimangono nel cuore, come la mitica città di Vineta, che, punita per la sua superbia a essere allagata dal  mare, ricompare ogni cento anni per un'ora sulla spiaggia; oppure la morte del piccolo Mats, un bambino povero, di nove anni, guardiano di oche e orfano, cui la sorella Asa decide di regalare, tra mille difficoltà, un funerale da adulto, perché da adulto ha sopportato la miseria e gli stenti. La Svezia non è sempre stata la nazione ricca e prospera che conosciamo e, nell'Ottocento, vi dilagava la miseria; e spesso, pur  nella sua fiabesca freschezza, il romanzo riporta squarci di una realtà ben più dura.
Del resto, il messaggio del libro è ben lungi dall'essere infantile. Nils, accolto nello stormo dell'anziana oca Akka di Kebnekkaisen, durante questo straordinario viaggio impara a vivere: non si limita ad ammirare dall'alto i panorami, ma è come se contemplasse dall'alto la vita intera e imparasse a capirla. Apprende a usare la sua intelligenza, a difendere le sue oche, specie Martin, di cui si sente responsabile, a proteggere, con le risorse superiori tipiche dell'essere umano, quella che è divenuta la sua famiglia; impara a conoscere la natura, a difenderla, ad apprezzarla, nella persona degli animali che incontra o delle meraviglie che vede. Non è eccessivo definire il Piccolo Nils uno dei più bei romanzi di formazione che siano mai stati scritti. E quando, alla fine, Nils, che ha superato l'esame di vita propostogli dall'incantesimo del coboldo, dimostra di essere diventato buono, di essere maturato, e recupera la sua vita normale, rimane una grande malinconia, in lui e in noi, allo scorgere lo stormo di oche che se ne va, quello stormo con cui lui non può più né parlare, né vivere. E' il suo passaggio alla vita definitiva di adulto, che lascia sempre, in tutti, una profonda nostalgia.


 
                                                            Selma Lagerlof in 1908

The Wonderful adventures of NilsIt is the book that made famous Swedish author Selma Lagerlof outside of Sweden and maybe it's not so odd to think that it helped her to win  the Nobel in 1909: it is a cool and charming children's book, a phantasy book, a Bildungsroman, a history of formation, focused on fourteen years old Nils Holgersson. It 's a colorful history of wonders, yet simple and true, with deeper meanings: no wonder that it is hugely popular in Sweden and that from this book Konrad Lorenz derived his vocation as ethologist (it seems that I share with him the passion for geese and ducks in general ...).


                                             
Nils is a blond boy, handsome but selfish: he is the despair of his parents, mistreats the animals of the farm, in short, he does nothing good. One Sunday in March, he refuses to go to the Church with his parents, and stays at home to laze; then the farm is visited by a kobold, a tiny dwarf that protects the property; discovering him, Nils decides to capture him with a mosquito net. But then the boy is suddenly hit by a huge slap in the face, such as to stun him; and, when he wakes up, he discovers that he has been dwarfed by magic .... Outside in the farmyard, the new dwarf understands the language of animals, but does not listens to very positive messages: in fact, all of the farm animals are angry with him for his wickedness and he risks to suffer from their retaliation. But here, in the spring sky, he glimpses the wedge formed by a flock of geese that migrate to Lapland: the most beautiful goose, Martin, eager to follow them, lifts off and Nils, in a desperate attempt to restrain it, clings to its neck, finding himself, along with Martin,  at the center of a group of aristocratic wild geese. With some difficulty, the two are welcomed in the flock and thus a fascinating journey through Sweden begins: not only what you see during the day, cities, ports and farms, but also during the fairy night, legends, magical creatures and ghosts.

The book preserves an extraordinary charm, so much so that I often reread it: some episodes remain in the heart, like the mythical city of Vineta, which, doomed, because of the pride of its inhabitants, to be flooded by the sea, reappears every hundred years for an hour on the beach; or the Death of little Mats, a poor child, aged nine, a geese guardian and fatherless, whose sister Asa decides to give, with great difficulty, an adult funeral for him, because as an adult he has endured misery and hardship. Sweden has not always been the rich and prosperous nation we know and, in the nineteenth century, there was rampant misery; and often, in spite of its fairytale freshness, the novel shows glimpses of a much harsher reality.



Moreover, the message of the book is far from childish. Nils, welcomed in the flock by old goose Akka of Kebnekkaisen, during this extraordinary journey learns to live and not merely to admire the views from the top, but he watches from above life and starts to understand it. He learns to use his intelligence, to defend her geese, especially Martin, for which he feels responsible, to protect, with the typical human superior resources, what has become his family; he learns about nature, to defend it, to appreciate it, in the animals he meets. It is not excessive to define the Little Nils one of the most beautiful Bildungsromane that have ever been written. And when, at last, Nils, who has passed the examination of life offered to him by the spell of the kobold, proves to be good, to be matured, and recovers his normal life, a great melancholy remains in him and in us, seeing the flock of geese that goes away, that flock with which he can neither speak, nor live anymore. And his final move to adult life, leaves, in all, a deep nostalgia.

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